May 19, 2023
LA VITA DI UN'ARTISTA IMMENSA: MARIA CALLAS RACCONTATA DA ELEONORA BAGAROTTI

Il Novecento è un secolo ancora tutto da scoprire, soprattutto i secondi cinquant'anni. Grazie a Eleonora Bagarotti, giornalista musicale e responsabile della pagina culturale del quotidiano di Piacenza, Libertà, mi sono avvicinata ad una storia tanto tragica quanto appassionante.

È la storia della vita di Maria Callas raccontata nel libro che da qualche giorno si può trovare nelle librerie. Per Arcana Edizioni èappena stato pubblicato 100 anni di Maria Callas nei ricordi di chi l’ha conosciuta, un libro che ci riporta indietro a qualche decina dianni fa e ci conduce nel mondo incredibile dell’opera lirica.

100 anni di Maria Callas nei ricordi di chi l’ha conosciuta è prima di tutto il frutto del lavoro di una brava giornalista che prede in mano una storia di cui si è tanto scritto e parlato e la arricchisce con interviste a persone a lei vicine portando il lettore a comprendere la vera anima dell’artista. Il libro è anche il frutto del lavoro di una musicologa competente capace di entrare nelle più profonde sfumature musicali con i giusti ed esaurienti riferimenti cronologici.

Le interviste.

La prima intervista che incontra il lettore è quella a Giovanna Lomazzi, ora vice presidente del Teatro Sociale di Como. Giovanna Lomazzi è stata una cara amica di Maria Callas nella vita privata e nella vita pubblica condividendo con lei i momenti di maggior successo. Racconta che si sono conosciute quando Maria Callas doveva ancora sbocciare e, fisicamente, era ancora impacciata, goffa e grassa. Poi è completamente cambiata: perdendo molti chili in modo drastico e veloce e diventando per il teatro dell’opera la divina, un’artista immensa.

Lei non era mai stanca, anche dopo un’intera giornata in giro per i negozi, entrava a teatro e riusciva a dare il massimo.

Lei era tutta istinto e natura interiore, non sapeva trasmettere la sua arte perché era misteriosa anche a sè stessa.

La seconda intervista è a Giuseppe Gentile, campione olimpionico e Giasone in Medea, il film dove Maria Callas ha recitato con la regia di Pier Paolo Pasolini. Giuseppe Gentile racconta che quella per lui fu un’esperienza importante ma anche unica nel suo genere. Pur ricevendo tante altre proposte cinematografiche, non ha mai accettato, forse perché inferiori a quella esperienza così importante. Lui  parla della cantante con rispetto e la descrive come una persona sensibile che, dopo averlo accolto, lo ha fatto sempre sentire a proprio agio.

 

La terza intervista, forse la più tenera e commovente, è quella al suo autista e tuttofare Ferruccio Mezzadri. Di lui Eleonora scrive che è un gentiluomo di altri tempi e conserva lo stile tipico di chi ha vissuto con una stella. Ferruccio Mezzadri l’accompagna dove lei desidera andare ma è stata anche una presenza fissa in tutti i momenti della sua vita. Le sue parole trasmettono un profondo affetto sentito ancora oggi per la cantante che lui rispettosamente chiama ancor oggi la signora, e mostrano anche una certa riconoscenza per avergli permessodi fare una vita che mai avrebbe sognato.

L’emozione è stata grande, ogni gesto che possa contribuire a ricordare degnamente la signora è meritevole. Non sopporto invece quando le persone si inventano fandonie su di lei e sulla sua vita privata.

La signora era così. Avrà avuto il suo carattere, soprattutto nel suo lavoro però poi con noi era di un’umanità straordinaria. Non ce n’era un’altra come lei. E sapeva mettere a posto anche certi personaggi.

Gli amori di Maria Callas

Le tre interviste sono tenute insieme dalle parole di Eleonora Bagarotti da quando Maria Callas era ancora giovane e studiava, fortemente incitata dalla madre, verso un futuro che sembrava quasi già disegnato,  fino ai grandi successi, per giungere a una fine arrivata forse troppo presto.

Tre uomini sono stati importanti nella sua vita. Tre uomini molto diversi che lei ha amato in modo differente. Il primo è Giovanni Battista Meneghini, il marito, detto Titta. Insieme alla sorella Pia sono state le prime persone che Maria Callas ha incontrato a Verona, appena arrivata in Italia. Lui era un imprenditore veneto molto conosciuto e aveva ben 28 anni più di lei. Lei cercava un affetto familiare e lui glielo offriva prendendosi cura di lei sia nella vita privata che in quella lavorativa.

Ma crescendo si cambia, lei incontra Aristotele Onassis e se ne innamora. Scrive Eleonora Bagarotti che avevano in comune non solo le origini greche ma anche l’ascesa dalla povertà alla notorietà mondiale. Lei era la cantante lirica più brava e più famosa al mondo e lui, armatore, era uno degli uomini più ricchi. Ma erano molto diversi.

Lei era la più grande donna dell’opera mondiale e lui era considerato uno sciupafemmine.

Il loro amore dura dieci anni, fino a quando lui sposa Jackie Kennedy, forse per puro calcolo, senza neppure avvertire Maria Callas, provocandole una profonda sofferenza.

Un terzo incontro importante è quello con l’intellettuale Pier Paolo Pasolini un’amicizia potente e profonda. Il regista affascinato da lei perché gli ricorda la madre, le propone il ruolo di Medea, una Medea raccontata attraverso gli occhi di una persona sicuramente molto avanti per i tempi. Per Maria Callas fu una grande sfida artistica e allo stesso tempo un modo di sollevarsi dalla  grande delusione che gli aveva causato Aristotele Onassis.

Fu così che il film Medea, anche grazie alla vicinanza di Pier Paolo Pasolini, rappresentò una sorta di esorcismo delle sofferenze patite nel suo privato. Una sorta di catarsi.

Il loro fu un incontro di anime straziate dall’amore perché entrambi vivevano il sentimento in modo tormentato.

La fine della vita di Maria Callas

Maria Callas muore improvvisamente, ancora giovane, a soli 53 anni il 15 settembre 1977. Tante versioni sono state scritte su questo momento ma la verità è che era ammalata di cuore e ha avuto un arresto cardiaco. Una fine così, inaspettata che lascia tutti senza parole. Dopo una vita vissuta con passione e dedicata completamente all’arte, sembra quasi che non avesse più l’energia per andare avanti. Ecco forse è per questo che il suo cuore ha smesso di battere.

 

Alla prossima lettura

Paola