RICCARDO LURASCHI HA SCRITTO IL FARAONE

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 IL FARAONE, pubblicato da CASTELVECCHI, è stato presentato a Piacenza l’8 febbraio scorso alla Libreria Feltrinelli.

 

Alla prima presentazione del libro IL FARAONE, Riccardo Luraschi è stato molto chiaro, quasi perentorio.

“Non è un libro su Berlusconi.” ha dichiarato” E neppure un libro a favore o contro Berlusconi. La storia nasce dal mio vissuto, da venti anni trascorsi nella redazione del Sole 24 ore durante i quali ho avuto modo di conoscere a fondo il modo imprenditoriale italiano. Poi da scrittore ho raccontato la realtà che ho conosciuto e l’ho inserita in una struttura narrativa per creare una storia dove i lettori si possano identificare ed esserne coinvolti.”

 

IL FARAONE è arrivato secondo al Premio Calvino 2018 e ha ricevuto una menzione speciale per l’impeccabile costruzione narrativa e per la scrittura.

Rastremata, fumiganti, logotipi, propalate… sin dalla prima pagina ci si rende conto che chi scrive è una persona che sa scegliere e usare sapientemente le parole; capacità che fa de IL FARAONE un romanzo importante, un romanzo narrato con un linguaggio alto, specifico e non banale.

La storia è narrata in terza persona da un narratore esterno che in modo colto riesce a coinvolgere il lettore inserendo adeguatamente anche termini stranieri o espressioni dialettali.

Ne IL FARAONE si alternano sequenze descrittive, narrative o dialogiche che formano un libro di quasi 400 pagine, il risultato di cinque anni di lavoro dell’autore.

 

Il Faraone è un libro intimista, che scava a fondo nell’anima del protagonista. Seguendolo nella storia veniamo a conoscenza della sua dedizione al lavoro, della sua serietà ma anche delle sue fragilità.

Il dottor Enrico Bertelli, quarantenne, è laureato in economia e ha un matrimonio fallito alle spalle. Chiamato da tutti “el ragiunatt” è considerato come una di quelle persone che a testa bassa lavora e lavora senza mai distrarsi.

 

…non era uomo forse da amare la libertà e l’indipendenza, condizioni da lui associate all’irrequietezza che lo coglieva al termine della sua giornata di lavoro e che veniva infallibilmente delusa dalla scarsità di eventi da cena e dopo cena.

 

Aveva vissuto come ragionava: con puntiglio al chiuso, senza fare un passo che non fosse calcolato, che non tornasse nella partita doppia.

 

Tutto nella vita, come nel lavoro, per il dottor Bertelli deve essere previsto e contato. Solo le donne danno una nota di instabilità alla sua esistenza. E quando ci riesce da questa minaccia preferisce tenersi lontano.

A Enrico Bertelli si presenta l’occasione di cambiare lavoro. Cercano una persona con le sue capacità a Idealset, un’azienda in forte crescita, fondata e guidata da Leo Maspero, chiamato dai suoi collaboratori IL FARAONE. La decisione non è facile per il dottor Bertelli, nella sua mente si alternano momenti di negatività a momenti di positività, positività data dalla consapevolezza che il lavoro a Idealset gli avrebbe aperto le porte verso una nuova esistenza.

 

… un momento Bertelli era pronto a saltare attraverso il cerchio di fuoco, l’attimo dopo la cosa gli appariva una follia… poi ridiventava possibile…

 

Infine decide, cambia azienda, con la speranza di migliorare la sua vita cosa che forse lo avrebbe portato ad avere più possibilità con le donne. Enrico Bertelli è catapultato in una vita fatta di lavoro intenso, ma non solo.

Si dedica al nuovo lavoro con la solita serietà e con profonda dedizione. Viene notato e velocemente catapultato in prima linea:

 

È una macchina da lavoro” dicono i colleghi di Idealsetperò intelligente”.

 

Idealset è il regno del FARAONE. Ed Enrico Bertelli da subito si rende conto di essere stato “ammesso a corte”. Leo Maspero è un uomo senza alcun dubbio fuori dal comune:

 

“Piccolo di statura ma ben proporzionato, dritto, le spalle quadrate fasciate in giacche di taglio perfetto aveva passato i settant’anni a vele spiegate. Quel corpo non più alto di un metro e sessantacinque (le mani piccole e delicate, i piedi corti, la testa tonda, semicalva, armoniosa) era animato da un vigore non comune, pareva imprigionare un grumo di energia compressa che esplodeva in ogni passo, sorriso, parola,…”

 

La vita di quest’uomo è stata narrata da tanti e sempre in modo leggendario; la scalata al successo e l’abilità negli affari. Le nottate da playboy, le barche, gli aerei, gli elicotteri, i palazzi e le ville. Ma anche il rispetto per il verde, per le nuotate per il mangiar sano e per l’igiene. E poi la famiglia; due mogli e cinque figli. E infine i canali televisivi.

 

 

Enrico  Bertelli inizia a lavorare alla corte del FARAONE. Le mansioni che gli vengono affidate sono pane per i suoi denti: consulenza fiscale e finanziaria, rapporti con gli istituti di credito, inventariato dei beni mobili, preparazione degli stipendi e pagamento dei contributi.

In più scopre subito di avere un incarico privato e per lui decisamente inquietante:  deve pagare di tanto in tanto delle giovani e belle donne per delle prestazioni non chiare. Diventa l’uomo di fiducia di Leo Maspero, IL FARAONE e lo frequenta anche fuori dal lavoro, è coinvolto nella vita della villa, partecipa alle cene incuriosito, affascinato e intimorito.

Ciò che lo colpisce di più è l’energia e la vitalità di Leo Maspero, IL FARAONE, sia quando parla di lavoro con tono serio e deciso e non sente altre ragioni, sia quando organizza cene e  canta coinvolgendo i suoi ospiti che lo ascoltano senza fiatare.

Enrico Bertelli si rende conto che IL FARAONE è una persona sempre un passo avanti agli altri.

 

Bertelli eseguiva, ubbidiente svuotato lontano da sé  stesso; mero strumento del proprietario.

 

Come del resto lo erano tutti gli altri, consapevolmente o no.

È proprio a una di queste cene che Leo Maspero  annuncia la sua intenzione di entrare in politica per scopi prettamente “umanitari”. IL FARAONE vuole non solo togliere il comunismo dal mondo ma anche quella stupida burocrazia che blocca ogni iniziativa imprenditoriale.

La corte va in subbuglio: i Bellomo, i Guidi i Fumagalli, i De Simone, i Motta, per citarne solo alcuni, si agitano e si schierano chi a favore chi contro. La paura è quella del cambiamento, un cambiamento che potrebbe far perdere loro i privilegi che avevano raggiunto con Idealset.

Ben presto si rendono conto che, il capo corre molto veloce e se vogliono stare su questa barca, devono correre alla sua stessa velocità, nessuno può fermarsi a prendere fiato. E Bertelli corre con lui e respira a fondo “l’ebbrezza di servire er capo”.

 

I due personaggi creati da Riccardo Luraschi, Enrico Bertelli e Leo Maspero, mi hanno fatto ripensare a quel periodo della recente storia italiana che stiamo metabolizzando e che forse ancora non è finito. IL FARAONE  mi ha portato a ripensare a quelle immagini televisive che quasi tutti i giorni passavano davanti ai miei occhi e le guardavo senza un grande coinvolgimento, tutto sembrava normale, completamente distratta come ero dagli eventi familiari.

Per fortuna c’è la letteratura che ci completa nelle nostre mancanze e, attraverso la narrazione, ci costringe a conoscere, ricordare e ripensare quanto abbiamo vissuto ma con un rinnovato giudizio critico e con tanto divertimento.

 


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