MR STEVENS È IL MAGGIORDOMO, THE BUTLER, NEL ROMANZO “QUEL CHE RESTA DEL GIORNO”

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 Con una prosa fluente e raffinata, Kazuo Ishiguro ci fa conoscere un personaggio destabilizzante: Mr.  Stevens, il maggiordomo. Sappiamo veramente poco di lui ma ciò che è certo è che ha vissuto gran parte della sua vita a Darlington Hall, una splendida dimora d’epoca nella campagna inglese ricoprendo il ruolo di capo maggiordomo.

Il lavoro è l’unica ragione di vita per Mr. Stevens, le sue mansioni comprendono la coordinazione dei numerosi domestici redigendo i loro piani di lavoro. Tutto deve essere sotto controllo, niente può essere lasciato al caso. La vita pubblica e privata del suo padrone è nelle sue mani e lui non può deluderlo. Allontana quindi da sé qualsiasi cosa possa deconcentrarlo, soprattutto i rapporti umani.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale il mondo cambia e le persone chiuse nei loro schemi si adeguano con difficoltà. Mr. Stevens è sicuramente uno di questi. Lord Darlington muore e la dimora viene acquistata da un ricco gentiluomo americano Mr. Farraday che porta con sé uno stile di vita nuovo, sconosciuto a Mr. Stevens, il maggiordomo. Mr. Farraday è un uomo moderno: diminuisce il numero delle persone di servizio, organizza pochi eventi mondani perché a volte si allontana da Darlington Hall per lunghi periodi e soprattutto concede a Mr. Stevens una settimana di vacanza.

Con la macchina del suo nuovo padrone, una Ford, Mr. Stevens, il maggiordomo decide di partire per la Cornovaglia, nella speranza di incontrare Miss Kenton, una donna che aveva lavorato con lui per tanti anni.

Nonostante la disponibilità e la generosità di Mr. Farraday, il viaggio è motivo di stress per Mr. Stevens perché per anni non si era mai allontanato dal suo lavoro. Decide di partire. Ma quali vestiti portare? Quanto costerà il viaggio? Dove prendere le informazioni sui luoghi? Tutto andava organizzato e niente lasciato al caso.

Il viaggio nella vita di una persona è sempre un momento di crescita: si fanno nuove conoscenze, stimolanti esperienze e soprattutto il paesaggio cambia. Il romanzo è il racconto di questo viaggio nella parte sud occidentale dell’Inghilterra fino alla Cornovaglia per incontrare Miss Kenton; chi narra è lui Mr.Stevens, il maggiordomo.

Il paesaggio attorno a Darlington Hall a cui era abituato, improvvisamente diventa a lui estraneo. Si disorienta ma ammira, apprezza e ama il panorama inglese.

È come se quella terra fosse consapevole della sua bellezza, della sua grandezza e non sentisse alcun bisogno di proclamarlo a gran voce.

Per Mr. Stevens la caratteristica fondamentale del panorama inglese è la grandezza, per questo, lui spiega, viene chiamata Gran Bretagna. È una grandezza particolare perché manca di drammaticità e spettacolarità trasmettendo solo calma in tutta la sua bellezza riservata.

Guida e prosegue nel suo viaggio e con lui vagano anche i suoi pensieri. Pensa con soddisfazione alla sua vita passata, vissuta nella completa dedizione al lavoro. Al suo lavoro di maggiordomo. Un lavoro che ha sempre compiuto con grande dignità. È questo sentimento che fa grande un maggiordomo e consiste nella capacità di non abbandonare mai il proprio ruolo professionale, non facendo mai emergere le problematiche private. Sia il padre, Mr. Stevens senior, che lui hanno avuto questa capacità di controllo, una capacità che può essere solo inglese.

La sua devozione a Lord Darlington è stata completa, nonostante la sua reputazione sia un po’ chiacchierata per le relazioni avute con i tedeschi prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale e per essere stato sensibile all’antisemitismo anche se in modo leggero. Lui nei suoi pensieri lo difende, ha voluto solo fare un atto di generosità verso i nemici sconfitti. Sono i tedeschi che ne hanno approfittato e hanno trasformato qualcosa che poteva essere giusto per i loro scopi tremendi. Ha sempre continuato a servirlo con la convinzione che il suo lavoro avrebbe avuto ripercussioni vastissime sul corso della storia e ha sempre incitato il personale a lavorare più intensamente dicendo loro: “Può darsi che la Storia stessa si compia sotto questo tetto”. Mr. Stevens non critica mai le azioni di Lord Darlington essendo inconcepibile per lui fare qualcosa contro il suo padrone.

 Continua il suo viaggio e pensieri antichi continuano ad affiorare, si perde nei vecchi ricordi. Sta andando da Miss Kenton e si autoconvince che è  solo per motivi di lavoro. Anche se lui continua a chiamarla Miss Kenton, in realtà lei è Mrs. Benn, sua collaboratrice per diversi anni e forse l’unica persona che ha tentato di rompere quel muro che Mr. Stevens si è costruito attorno. Lei si è sposata e non si vedono da molto tempo ma sono anni che si scrivono.  Dall’ultima lettera sembrava che il suo matrimonio fosse in crisi e lui vuole chiederle di tornare a Darlington Hall, per motivi di lavoro, continua a ripetersi.

Il loro incontro avviene in una sala da tè e dura due ore, due ore piacevolissime e tristissime per Mr. Stevens. È il momento in cui le loro vite si mettono a confronto. Forse ora, solo per un attimo, Mr. Stevens si rende conto che mentre la vita di Miss Kenton è andata avanti fra alti e bassi come tutte le vite (ha avuto una figlia e ora sta aspettando un nipotino), la sua è passata e ora gli è rimasto solo il suo lavoro, che però è cambiato, non ha più il prestigio sociale di una volta. Ma lui s’impegnerà comunque, con la solita dignità.

A Kazuo Ishiguro quest’anno l’Accademia di Svezia ha conferito il Premio Nobel per la Letteratura. La motivazione centra in pieno il significato del lavoro di questo scrittore e sottolinea che il suo modo di scrivere  profondamente emotivo lo porta a creare personaggi soli che con difficoltà riescono a mettersi in contatto con il mondo e soprattutto con sé stessi. Nato a Nagasaki, si è trasferito, ancora bambino, in Gran Bretagna dove ha talmente assorbito lo spirito di questa nazione che ha creato il personaggio in assoluto più british della letteratura inglese: Mr. Stevens, il maggiordomo.

 

 

 

 

 

 

Un pensiero su “MR STEVENS È IL MAGGIORDOMO, THE BUTLER, NEL ROMANZO “QUEL CHE RESTA DEL GIORNO”

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