L’IMPORTANZA DELLA LETTURA

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La lettura, è argomento controverso e di grandissimo interesse, trattato a trecentosessanta gradi lo scorso weekend a Milano, a Tempo di libri, splendida fiera internazionale dell’editoria.

Leggere è importante, questo lo dicono e lo sanno tutti. Le statistiche però ci dimostrano che in Italia rimane un’attività abbastanza marginale. Solo il 47% delle persone leggono e, a causa di questa bassa percentuale, ci poniamo al quart’ultimo posto nella graduatoria europea, seguiti solo da Grecia, Portogallo e Spagna.

Il fatto che la lettura alleni il cervello e renda una persona colta,  probabilmente non è motivo di attrazione nella nostra società dove forse siamo portati a considerare altre priorità.

A Tempo di libri, Romano Montroni, Presidente del Centro del libro e della lettura, ha tenuto una conferenza interessantissima dal titolo La lettura come elemento di benessere sociale. Penso che le sue parole abbiano descritto in modo estremamente realistico la via che la lettura dovrebbe seguire oggi in Italia.
Per star bene, ha detto Romano Montroni, non è sufficiente soddisfare i nostri bisogni fisici, ma è indispensabile anche soddisfare la nostra parte spirituale. Questa concezione di benessere è propria delle società più evolute a cui l’Italia appartiene. All’interno di esse, negli ultimi anni, sono nate nuove pratiche artistiche che coinvolgono le persone e le invitano a partecipare agli eventi culturali. Mi riferisco a mostre, festival o concerti.  Partecipare a questi eventi porta arricchimento non solo alla persona ma anche all’intera comunità.

Gli ultimi studi empirici dimostrano che la cultura è profondamente importante per la salute e il benessere dell’individuo. Alcuni Paesi nordici, come la Svezia, ne sono già consapevoli. Riporto dal discorso di Romano Montroni:

… le prime ricerche in questo ambito sono state condotte in Scandinavia, presso il Dipartimento Medico dell’Università di Stoccolma e i dati empirici emersi hanno dimostrato che chi ha frequentato musei o concerti, chi ha letto riviste e libri in maniera continuativa nel tempo, ha una salute migliore e una maggiore longevità rispetto a quegli individui che non hanno avuto rapporto con arte e cultura. La partecipazione a eventi di tipo sociale in chiave culturale, da parte dei cittadini, come festival letterari o musicali, rassegne o visite a musei, aiuta a migliorare il nostro stato mentale, allentando anche lo stress al quale siamo sottoposti quotidianamente.

Questo discorso, che ho profondamente apprezzato, porta verso un nuovo concetto di welfare culturale dove centrale è la cura e il benessere dell’individuo non solo fisico ma anche e soprattutto mentale.

La lettura è l’elemento centrale di questo processo perchè è l’abilità di base che permette di comprendere gli eventi culturali e artistici. Ma non solo.

è il più solido strumento di apprendimento che possiamo avere in un contesto competitivo come la nostra società, fortemente condizionata dall’innovazione e dalla conoscenza.

Tramite la lettura riusciamo a selezionare,tra le tante informazioni a cui siamo sottoposti, i pensieri più importanti ed elaborarli per renderli parte del nostro sapere. Il libro, in tutte le sue forme, diventa così non solo un mezzo d’intrattenimento ma anche e soprattutto, un mezzo di sviluppo e benessere sociale.

Una società che legge, è una società più sana e più ricca perchè, ha concluso Romano Montroni, esiste una relazione diretta tra consumi culturali e dinamicità dell’economia . La lettura diventa così un elemento basilare per la crescita di un paese.

La lettura è un’attività che ha sempre accompagnato la mia vita. Sin da bambina sono sempre stata affascinata dal libro come oggetto. Mi piaceva andare nei negozi, comprarli e, una volta a casa, metterli in ordine nella mia libreria. Da ragazza leggevo distrattamente, soprattutto quello che andava di moda. Solo ai tempi dell’università ho iniziato a leggere in modo professionale. Da allora leggo quasi prevalentemente narrativa e mai a letto o in poltrona. Quando inizio un libro mi siedo alla scrivania, con una matita in mano e dei fogli o un quaderno  vicino. Affascinata da quell’abilità che hanno i romanzieri  nell’usare le parole per raccontare storie, sottolineo ciò che mi colpisce e annoto i pensieri migliori oppure analizzo le tecniche di scrittura o ancora l’evoluzione della trama o la peculiarità dei personaggi.

La scrittrice che mi ha fatto innamorare della lettura è, senza ombra di dubbio, Jane Austen. I suoi romanzi, spesso ambientati nella meravigliosa campagna inglese, sono raccontati con delicatezza. In quei piccoli paesi tutto sembra addormentato e quasi noioso ma all’improvviso tutto si sconvolge perchè entrano in gioco i sentimenti, soprattutto l’amore. Le eroine di Jane Austen soffrono, lottano, si rivelano e alla fine sono quasi sempre felici. E il tutto avviene secondo le rigide regole sociali dell’Inghilterra del 1800. Ho letto i romanzi della scrittrice inglese durante i primi anni dell’università ammirando, pagina dopo pagina, la sua capacità di accompagnare i personaggi nella storia verso un lieto fine sempre meritato. Questi romanzi hanno talmente condizionato la mia vita e il mio percorso letterario che non ho potuto che chiamare Emma mia figlia, come la protagonista del romanzo di Jane Austen  che forse ho amato di più.

Da allora leggo tanto, spesso un libro o anche due alla settimana e sento che mi fanno bene, mi aiuta a capire le persone, a comprendere i fatti di attualità o semplicemente a concentrarmi su una storia e non pensare ad altro. Il difficile è smettere perchè un libro immancabilmente  porta alla lettura di uno successivo. Così la lista dei libri da leggere diventa infinita e rimane la sensazione di essere sempre in ritardo.

E poi si diventa maniacali. Sottolineo qui, in pubblico, che non mi piace prestare i libri della mia bibioteca, non per tirchieria ma perchè difficilmente per altri sono importanti come per me e quindi, a volte, non vengono restituiti. Inoltre non penso che sia un oggetto da condividere è troppo personale, troppo legato a momenti intimi e a volte diventano come dei diari perchè aggiungo pensieri che non voglio che altri leggano.

Queste sono le mie regole per la lettura, ma ognuno deve avere le proprie. L’importante è leggere, come sostiene Daniel Pennac nel suo Come un romanzo, leggere di tutto e senza regole, leggere quello che ci pare, dove ci pare e quando ci pare.

Perchè?

È ovvio, per star sempre meglio e avere una vita migliore!!

 

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