Il lago di Resia e il campanile inaspettato

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Se da Bolzano si prende la strada per Merano e poi si prosegue per la Val Venosta ci si trova immersi in una rigogliosa coltivazione di mele. Proseguendo e salendo sempre più in alto, finiscono i meleti e incominciano i prati e poi i boschi. Il verde intenso, di tutte le gradazioni, è il colore dominante. Superati i mille metri, a sinistra, c’è un piccolo lago che sembra uno stagno, e poi uno  più grande, il lago di Resia, in mezzo al quale si trova un campanile antico.

 

Un campanile in mezzo a un lago? Che cosa strana, eppure è vero. Grazie all’arte contemporanea siamo abituati alle cose più strane ma questa non è un’istallazione, non è un effetto ottico e neppure un fotomontaggio, esiste veramente. In agosto, se non ci fossero tanti turisti, si potrebbe parlare di un paesaggio incantato tipico delle fiabe. La natura intorno è ordinata e plasmata dagli abitanti del luogo e poi, in mezzo al lago, ecco quel campanile e tutto diventa surreale.

 

Tutto è bello, tutto è tranquillo ma questo posto ha alle spalle una storia molto tragica per gli abitanti di Curon e Resia. Questa storia si può leggere in una bacheca costruita sulle rive del lago, proprio di fronte al campanile. Tutto comincia verso la fine dell’Ottocento, periodo della grande industrializzazione che, per attuarsi, ha bisogno di creare energia. La zona era allora sotto il dominio degli austriaci che avevano già individuato la possibilità di produrre energia idroelettrica mediante la costruzione di una diga. Il progetto venne poi ripreso dagli italiani che, sotto la dittatura fascista, decisero che andava ampliato e realizzato. La popolazione rimase all’oscuro di tutto. La seconda guerra mondiale e le difficoltà operative ed economiche di realizzazione ritardarono ulteriormente l’inizio dei lavori.

Quando, dopo la guerra, l’idea fu ripresa in considerazione, gli abitanti tentarono di ribellarsi alla decisione che consideravano un affronto del governo italiano al Sud Tirolo. Il 3 luglio 1948 Alfred Pieper, il parroco di Curon, andò a Roma dal papa per chiedere aiuto ma nessuno appoggiò la sua causa.

Il 1 agosto 1949 la diga venne chiusa e una grande inondazione coprì tutti gli edifici del paese di Curon ed alcuni del paese di Resia. Gli abitanti furono fatti evacuare con la forza e per un po’ di tempo vissero in una baraccopoli, per poi essere trasferiti nel paese ricostruito più a monte. I risarcimenti, che dovevano coprire tale disagio, furono assolutamente inadeguati. Le conseguenze di quell’atto furono devastanti sia dal punto di vista economico che sociale: il 70% della popolazione emigrò, 181 edifici, abitativi o agricoli furono fatti saltare in aria, il 70% degli animali andò disperso.

Per la realizzazione dei lavori furono utilizzati 7000 operai  per 1000 giorni. Il costo totale fu di 25 miliardi di lire per non parlare del costo umano: radere al suolo un paese e mezzo e ricostruirlo al completo più in alto.

Il 23 luglio 1950 la chiesa di Curon fu fatta esplodere ma il campanile  romanico venne salvato perché  tutelato dal Ministero dell Belle Arti. Il campanile resta l’ultima testimonianza dei paesi di Curon e Resia. È molto antico in quanto la sua costruzione risale al 1347, molto più antico della chiesa che sovrastava  che invece era del 1830 circa. In inverno, quando il lago è tutto gelato e il paesaggio ancora più suggestivo, si può raggiungere il campanile a piedi. La natura, gli abitanti e la storia hanno fatto nascere una leggenda: la leggenda del lago di Resia, secondo la quale in certe giornate d’inverno si sentono ancora suonare le campane, campane che furono rimosse il 18 luglio 1950, prima della formazione del lago. Considerato ormai il simbolo della Val Venosta il campanile è attrazione turistica e per questo nel 2009 è stato oggetto di un’operazione di restauro per limitare i danni causati dall’acqua e dall’umidità.

Alfred Pieper, il parroco, morì nel 1996  lasciando come eredità la voglia di raccontare la storia del campanile del lago di Resia. Ludwig Shopf , dal parroco designato come il custode del segreto del campanile, ha preso molto sul serio l’impegno di divulgare questa storia: la storia di un campanile solitario in mezzo a un lago, un lago che è stato realizzato per produrre energia per rafforzare l’industria nazionale e di tante persone che per questo motivo hanno sofferto.

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