LA RAGAZZA NELLA NEBBIA, IL FILM

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DONATO CARRISI AL CINEMINO DI MILANO PRESENTA IL SUO PRIMO FILM “LA RAGAZZA NELLA NEBBIA”

 

Il Cinemino è una realtà milanese nata da un gruppo di amici amanti del cinema. È un bar e una sala di proiezione, vicino a Porta Romana, dove ci si può incontrare e parlare di progetti inerenti al cinema.

Mercoledì 18 aprile c’era un buon motivo per andare al Cinemino. Donato Carrisi, il famosissimo scrittore di thriller, avrebbe presentato il suo primo film come regista: La ragazza nella nebbia. Dopo l’incontro con l’autore, chi voleva, avrebbe potuto assistere alla proiezione del film.

“La ragazza nella nebbia è stato concepito in un modo un po’ atipico – ha spiegato l’autore – p dirima infatti è nata la sceneggiatura e poi il romanzo. Per completare l’opera, l’autore è ritornato alla sceneggiatura per farne quindi un film.

Passaggi tutti concepiti e realizzati dalla mente creativa di Donato Carrisi, oggi uno degli autori di thriller più conosciuti al mondo.

All’inizio del suo discorso l’autore ha raccontato un po’ si sé: la sua storia lavorativa, ha esordito, sembrava segnata dalla carriera forense. Sulla laurea in giurisprudenza, in famiglia, non si poteva discutere. Di questo percorso di studi Donato Carrisi ha apprezzato soprattutto la specializzazione in criminologia e scienza del comportamento, studi che gli hanno permesso di conoscere profondamente l’animo umano e di avvicinarsi alla scrittura come mezzo espressivo.

Ma il momento che ha decisamente determinato la sua carriera di scrittore di thriller è stato senza dubbio la redazione della tesi di laurea. L’argomento era lo studio comportamentale di un famoso serial killer italiano, Luigi Chiatti, passato tristemente alle cronache come il Mostro di Foligno.

Durante gli incontri avvenuti in carcere con il serial killer, Donato Carrisi realizza di essere di fronte al male assoluto e ne rimane affascinato in quanto si rende conto che è parte della natura umana.

Da qui in poi inizia a scrivere e a raccontare.

La fama arriva dopo, grazie a un commento favorevole di Ken Follet sul libro Il suggeritore. Lo scrittore britannico, con la sua voce autorevole in tutto il mondo, segnala in un post la perfetta struttura funzionale della trama.

La via era segnata e il percorso da quel momento è andato avanti senza soste fino al successo internazionale.

Ma torniamo alla scrittura.

Donato Carrisi spiega dettagliatamente al pubblico del Cinemino quali sono gli elementi che la strutturano, tutti elementi che si ripetono nei vari libri, elementi troviamo ne La ragazza nella nebbia.

Se alla base dei thriller in genere c’è l’omicidio di una persona, questo non esiste ne La ragazza nella nebbia. Non c’è omicidio, non c’è cadavere, non c’è un’arma. Solo una sparizione, la sparizione di Anna Lou, una ragazza di soli sedici anni che un giorno normale, a un’ora normale esce da casa e non torna più.

La condizione delle persone che spariscono senza motivo apparente, affascina moltissimo Donato Carrisi. È una condizione impalpabile e difficile da definire, tante cose possono essere dette o evocate, ma nessuna  è certa.

È una situazione che ci affascina, ci coinvolge perché tutti almeno una volta nella vita abbiamo voluto fuggire da qualcosa di spiacevole o noioso. Ed ecco che questo porta, senza volere, a provare con facilità empatia per questi personaggi inghiottiti dal nulla.

Anna Lou, nel libro e nel film è una presenza che si deve solo sentire, ma non è mai rappresentata.

La difficoltà di raccontare con parole o per immagini gli spariti è altissima e solo una mente geniale come quella di Donato Carrisi riesce in questo intento.

Ma torniamo alla scrittura e a tutti gli elementi che convergono in essa. Per scrivere bene, ha sottolineato Donato Carrisi è importante copiare.

È Loris Martini, il professore di lettere di La ragazza nella nebbia che insegna ai suoi studenti a copiare bene e senza vergogna.

Tutto ciò che si scrive, spiega l’autore, è frutto di letture e ricerche che già altri hanno scritto. Bisogna sfruttare questo patrimonio già esistente ed elaborarlo con creatività e donargli una nuova vita. Copiare anche per far ricordare al lettore o allo spettatore qualcosa che esiste già nel suo immaginario, arrivando così alla più profonda emotività.

Donato Carrisi ha affermato che con questa sceneggiatura ha voluto riecheggiare i thriller anni ’90 dove al centro c’era la trama, una trama in cui la suspense saliva piano piano fino al massimo livello di tensione esplodendo nel colpo di scena finale.

Per completare la sua idea di scrittura, Donato Carrisi ha sottolineato lo stretto legame esistente tra le sue storie e la cronaca nera. Per quanto riguarda La ragazza nella nebbia, ha studiato e guardato con attenzione al tristissimo fatto che ci ha incollato alla televisione per diverso tempo: il delitto di Sara Scazzi ad Avetrana. Prima del delitto, Avetrana era un paese dell’interno del Salento dove l’economia era tendente al basso. Questa situazione è cambiata con l’arrivo dei giornalisti e dei turisti dell’orrore: le varie attività commerciali, soprattutto quelle legate all’accoglienza, hanno subito un’impennata nei loro guadagni.

L’omicidio ha portato un indotto e, grazie ad esso, Avetrana si è arricchita. I media, con il loro proverbiale cinismo, sono i principali attori di questo fenomeno e offrono al pubblico cibo per la fame di notizie sempre più malate, dove tutti dicono la loro, a volte senza alcun rispetto per le persone implicate e sofferenti.

Senza voler insegnare nulla, ha affermato Carrisi, cavalco l’onda dei media e offro al pubblico le storie che mi colpiscono e mi stupiscono.

Ciò di cui l’autore si rammarica è che purtroppo spesso sono storie che rispecchiano un Paese sempre più in regressione, un Paese che  deve trovare il coraggio per ribellarsi a questo degrado. E per risollevarsi, consiglia l’autore, c’è solo una ricetta: alzare il livello di cultura tornando a guardare film e leggere libri.

Per concludere Donato Carrisi ha affermato che nella scrittura della sceneggiatura o del libro, oppure nella direzione del film è stato importantissimo pensare per immagini. Scrivere per immagini è il suo modo di scrivere ed è anche il solo modo che conosce.

Per dirigere La ragazza nella nebbia, Carrisi scrittore ha dovuto lasciare il posto a Carrisi regista. Ma il secondo è stato onesto con il primo perché il risultato è un film confortevole che non delude chi ha letto il libro perché sono presenti tutti i suoi elementi principali. Il film è nato, giorno dopo giorno, in modo naturale grazie alla professionalità e alla sensibilità dei bravissimi attori, primo tra tutti Toni Servillo. L’atmosfera sul set era magica, ha ricordato Donato Carrisi, gli attori collaboravano tra loro creando un’alchimia insolita nel modo del cinema. All’ultimo stop, è seguito un silenzio assoluto e, dopo qualche secondo, un lungo applauso, un applauso che sembrava magico, come se ci si stesse liberando da un incantesimo, l’incantesimo creato dalla storia de La ragazza nella nebbia.

 

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