LA CREATIVITA’, QUESTA SCONOSCIUTA

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 Ruba come un’artista è il libro sulle origini della creatività osannato da Xavier Dolan all’ultimo Festival del Cinema di Roma.

Il giovane regista si è presentato sul tappeto rosso della Capitale con un sorriso accattivante e un look nuovo: i capelli biondo platino. A soli 28 anni ha girato 7 film in poco tempo, quasi uno all’anno  da quando ha iniziato la sua carriera e un video per la cantante Adele; per questo è stato acclamato da tutti come l’enfant prodige del cinema mondiale. Sorridente, si è concesso con generosità a tutti per selfie e interviste. Ha risposto alle domande con sincerità, senza paura di sembrare banale. Sul film preferito non ha avuto il minimo dubbio: è Titanic. La sua guida spirituale? Anche qui, con sicurezza, ha citato un libro molto curioso che fa parte di un progetto più ampio: Ruba come un artista di Austin Kleon.

Austin Kleon è un esperto di comunicazione che, dopo aver fatto tanti lavori diversi, ha deciso di occuparsi della diffusione delle sue idee sulla creatività nell’era digitale. Si rivolge pertanto a tutte le persone che vogliono cambiare e vogliono mettere un po’ di creatività nella vita e nel lavoro, organizzando un percorso in dieci lezioni alla cui base c’è un concetto fondamentale mutuato da Pablo Picasso: l’arte è un furto.

Poiché niente è originale, per arrivare a creare qualcosa di nuovo, è importante vedere quello che c’è attorno, cogliere le influenze e copiare; solo così si sfocerà in un’opera creativa. In altre parole un’idea nuova nasce dallo studio, dall’attenzione, dall’unione di più idee esistenti. L’artista diventa una persona che raccoglie, cataloga e seleziona solo ciò che gli piace.

La curiosità sta alla base di questo processo: solo attraverso l’ascolto, l’osservazione, una spasmodica raccolta di dati ben organizzati, un continuo annotare, come in un diario il corso del procedimento, il processo creativo può giungere all’originalità. La creatività non ammette la timidezza e l’insicurezza del principiante. Spesso non ci si sente adeguati e si è sicuri che gli altri siano molto più bravi, più in alto e irraggiungibili. Questo è il momento di buttarsi e iniziare a produrre credendo ciecamente in quello che si sta facendo.

Si esordisce da ciarlatani per diventare autentici.

 Se non si è ancora un artista, è importante fingere di essere quello che non si è fino al giorno in cui ti rendi conto di aver raggiunto il tuo obiettivo. Copiare quindi, copiare tanto, copiare tutto quello che piace per arrivare a scoprire la propria identità. E poi rubare il più possibile e da tante persone, imparare, riconoscere le cose importanti, mescolare e rielaborare. È questo un processo che senza alcun dubbio porta alla evoluzione creativa dell’artista cioè al punto più alto di creatività. Il risultato è personale, deve essere espressione di chi lo produce; in altre parole, se sei uno scrittore è molto importante parlare del proprio mondo e scrivere di ciò che meglio si conosce e che più piace.

Secondo Austin Kleon per raggiungere il completamento di un processo creativo bisogna coinvolgere il corpo. Stare ore e ore in una stanza o al computer uccide le idee. È importantissimo fare una vita stimolante in tutti i sensi e muoversi, coltivare hobby, fare sport e, a volte, non è una contraddizione, è utile anche oziare un po’.

Il verbo share è oggi entrato anche in Italia nel linguaggio comune. Sentiamo spesso parlare di car-sharing o di share economy; anche nel lavoro creativo è importantissimo condividere. Confrontarsi sui dubbi, le insicurezze, sul percorso utilizzato e sul risultato finale. Senza dubbio il luogo ideale per la condivisione è il web, attraverso i siti e i blog.

 

Tutto ciò che serve – scrive Austin Kleon è un pochino di spazio e di tempo: un luogo dove lavorare e il tempo per farlo, con un pizzico di solitudine auto-inflitta e temporanea prigionia.

Ma non solo, per stimolare la mente a lavorare sempre di più, è necessario viaggiare, conoscere gente e non stancarsi mai di imparare dalle altre persone. Ecco sintetizzate in breve le condizioni necessarie e indispensabili per il processo creativo secondo l’autore.

 C’è ancora un punto da aggiungere, un punto che riguarda i rapporti umani, soprattutto attraverso il web.

Le amicizie  online sono sfuggenti e incontrollabili. È molto importante gestire i rapporti con educazione e gentilezza ed è anche importante allontanarsi da quelli che sentiamo nemici. La forza del web è quella di connetterci con tutti e in tutto il mondo; in questo modo con facilità si possono seguire i miti, i punti di riferimento, tutte le persone che stanno facendo cose interessanti. Il pubblico è invece un punto di domanda, non si può sapere come accoglierà il prodotto creativo: prepariamoci a tutto, anche alle critiche negative.

Bisogna abituarsi a essere fraintesi, denigrati o ignorati.

Il libro si conclude su come deve essere la vita di un artista. L’autore cita Flaubert:

Conduci una vita ordinaria per poter essere violento e originale nella tua opera.

La creatività richiede tantissime energie per cui non bisogna sprecarle in altri luoghi. Fare una vita ordinata è indispensabile, com’è anche indispensabile essere un po’ noiosi, pignoli, abitudinari e programmatori. Anche la vita quotidiana deve essere serena dal punto di vista affettivo ed economico. Nell’era del web siamo ben lontani dal mito dell’artista bohèmien un po’ maledetto; è una nuova figura quella che si delinea, una figura  sicuramente contemporanea, quasi imprenditoriale.

 Su questa stessa linea è Italo Calvino che in un’intervista che si può reperire  su YouTube, ha spiegato che cos’è per lui la creatività. Ben lontana dalla fantasia, la creatività nasce da tanto lavoro, lavoro che deve essere esatto, metodico e basato su regole. Se così non fosse, afferma Italo Calvino, il risultato sarebbe una marmellata senza sostanza. Prosegue poi con alcuni consigli ai giovani per affrontare il nuovo millennio: sviluppare la memoria, imparando poesie in ogni età della vita e fare calcoli a mano; combattere poi l’astrattezza del linguaggio sapendo che tutto quello che abbiamo può esserci tolto da un momento all’altro.

Si è occupata di creatività anche Anna Maria Testa, creativa di professione. In un sito web molto interessante 333 aforismi sulla creatività, ha elencato 14 punti per definire questo concetto e per ognuno di essi ha raccolto un certo numero di aforismi di artisti o intellettuali di ogni nazione e di tutte le epoche.

Per Anna Maria Testa la creatività è: rompere le regole, valorizzare il cambiamento, essere competenti, essere insoddisfatti, gestire le emozioni, saper riconoscere un’intuizione, essere semplici, sviluppare il sense of humor, essere curiosi, essere tenaci, valorizzare il talento, coltivare una visione, essere privi di pregiudizi, imparare dagli errori.

 Il più bell’aforismo sulla creatività? Tra tanti senza dubbio quello di Albert Einstein:

 La mente che si apre a una nuova idea non torna mai a una dimensione precedente.

Lo trovo contemporaneo e rivoluzionario. Ha in sé l’idea di progresso dato dal cambiamento operato dalla potenza creatrice della mente umana che può, se ben rispettata, deliziare il mondo con opere d’arte, romanzi, poesie, brani musicali ecc.

Trovo tutto ciò molto affascinante!!

 


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3 pensieri su “LA CREATIVITA’, QUESTA SCONOSCIUTA

  1. Bel tema Paola, brava. Mi è venuta in mente a proposito una citazione di Brian Aldiss ,scrittore di fantascienza britannico, che riporto qui di seguito e in cui mi ritrovo:
    “Qualsiasi cosa sia la creatività, è una parte della soluzione di un problema”.
    Da tempo mi chiedo cosa sia davvero la creatività ma non ho ancora trovato una definizione che mi soddisfi e credo che, per me, sia più vicina alla “soluzione di un problema” come per Aldiss . Di qui nasce la ricerca del problema……salvezza, sfogo, etc
    Lo scrittore scrive anche un’altra cosa che condivido:
    “Quando l’infanzia muore, i suoi cadaveri vengono chiamati adulti ed entrano nella società, uno dei nomi più garbati dell’inferno. Per questo abbiamo paura dei bambini, anche se li amiamo: sono il metro del nostro sfacelo.”

    1. Ciao Nico, Brian Aldiss è uno scrittore che non conosco. Ti ringrazio, leggerò subito qualcosa.
      La creatività è un argomento che mi ha sempre affascianato, pensa che ho costretto Emma a fare la tesina di maturità su questo argomento.
      un abbraccio a presto

  2. Cara Paola
    bellissimo argomento che ha molteplici derive,.Per quanto mi riguarda nel mio piccolo la creativita’ ,quando arriva, e’ dovuta ad un mio bisogno di quel periodo non e’ un esigenza costante. Cosa che invece identifico nell’artista ,l’artista ha questo bisogno 365 giorni all’anno .E comunque senza l’ozio la creativita’ non scatta.
    Un abbraccio (anche a Nico)
    Stefano

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