La brava terrorista di Doris Lessing, per parlare di terrorismo e non parlare di cronaca

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  • Non voglio parlare di Marsiglia, Las Vegas o del camion contro la folla nello Stato Canadese dell’Alberta. La cronaca è già  più che approfondita e magistralmente trattata dai giornalisti televisivi e non.
    Voglio raccontare la storia di Alice Mellings protagonista del romanzo La brava terrorista di Doris  Lessing, premio Nobel per la Letteratura nel 2007.
    La brava terrorista è Alice, una donna di 36 anni che vive a Londra negli anni in cui è Primo Ministro Margaret Tatcher. Come molti inglesi ha la pelle chiara, qualche lentiggine e i capelli biondi tagliati in modo pratico e senza pretese.
    Di corporatura robusta, Alice è senza età: può sembrare sia una ragazza giovane e un po’ sovrappeso, sia una donna di cinquant’anni.
    Alice, la brava terrorista, è incastrata in una relazione
    malata e senza futuro con Jasper che dipende da lei per tutte le cose pratiche ma non vuole avere con lei nessun momento di intimità.
    Dopo una difficile convivenza con Dorothy, la madre separata di Alice, i due arrivano in una casa occupata al 43 di Old Mill Road.
    Qui trovano una casa abbandonata al più completo squallore. Vengono assaliti da sporco, escrementi e sporcizia. Gli altri abitanti, assuefatti alla situazione, si lasciano vivere non affrontando mai nessun
    problema di carattere pratico.
    “Non capisco come si possa decidere di vivere in questo modo, quando basterebbe così poco…” Alice, la brava terrorista, inizia ad occuparsi della casa e, affrontando un problema alla volta, la rende sicura, efficiente, comoda e accogliente.
    Mentre gli altri cercano di dare un senso alle loro vite andando alle manifestazioni, ai picchetti o facendosi arrestare, lei trova soldi, imbianca, allaccia la luce, il gas e li sfama con la sua minestra. A volte si sente un po’ esclusa ma dà la precedenza alle questioni domestiche. I particolari abitanti della casa inizialmente non la capiscono e la criticano, poi si abituano alle comodità.
    Alice, Jasper, Pat, Bert, Faye e Roberta, sono dell’UCC, Unione Comunisti di Centro, un gruppo di difficile identificazione perché non verrà riconosciuto né dall’IRA né dai Russi. Tra loro parlano un linguaggio fatto di frasi fatte e si chiamano compagni. Alice, la brava
    terrorista, non riesce ad adeguarsi a questo tono, lo trova falso e freddo.
    Anche se disoccupata, Alice è molto impegnata e il ritmo delle sue giornate è frenetico. Per lei fermarsi a pensare è un lusso. Ma a volte succede. Riaffiora il passato. Pensa a quando la sua famiglia era ancora unita e tutti vivevano in una bella casa, calda e accogliente. Si ricorda anche di avere un fratello che non vede più da anni. Il suo controllo su tutto a volte crolla e allora arriva la rabbia.
    La vita nella comune scorre nella loro particolare quotidianità, fra alti e bassi; tutto ruota attorno a lei, Alice, la brava terrorista. I terroristi non devono solo mangiare, parlare, stare al caldo, andare in bagno e lavarsi, devono fare anche la rivoluzione.
    Nel tentativo di affermare la propria identità rispetto agli altri gruppi terroristici devono organizzare un attentato, un attentato che avrebbe comportato l’uso di armi, feriti e morti.
    Questo atto li disumanizza agli occhi di Alice, la brava terrorista, si rende conto di quanto sta per accadere potrebbe essere una tragedia per tutti e cerca il coraggio per fermare tutto.
    Il male distrugge tutto ciò che prima c’era stato di buono e soprattutto divide. Alice, la brava terrorista, rimane sola nella casa dove aveva tanto lavorato. Ora rimane aperto un interrogativo.
    Che senso avrà la sua vita d’ora in poi? E soprattutto come mai una ragazza come lei è diventata una terrorista?
    Il  libro è da leggere soprattutto in questo periodo per riuscire a capire le atmosfere che sono attorno a noi. Il titolo poi è geniale: utilizzando l’ossimoro, una figura retorica che consiste nell’accostare parole che
    esprimono concetti contrari, Doris Lessing ci trasmette che il mondo è difficile da comprendere e a volte è vero
    tutto ma anche il suo contrario.

 


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2 pensieri su “La brava terrorista di Doris Lessing, per parlare di terrorismo e non parlare di cronaca

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