DONNE CHE NON PERDONANO, UN LIBRO DALLA PARTE DELLE DONNE

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 È appena uscito nelle librerie Donne che non perdonano, l’ultimo lavoro della famosissima scrittrice svedese Camilla Läkerberg.

L’anno che sta per finire è stato segnato da numerosi omicidi compiuti da uomini contro le loro compagne attuali o ex. Nonostante i movimenti di denuncia che si sono formati e hanno manifestato nelle piazze, alla vigilia di Natale si è toccato il culmine. Le news hanno dato notizia di tre donne italiane uccise, due in Calabria e una in Sardegna. Le motivazioni sono sempre le stesse: gelosia, incapacità di accettare il desiderio di libertà delle loro compagne, voglia di sopraffare e soprattutto incapacità di rispettare.

Per caso, in un autogrill, durante un viaggio, mi sono imbattuta in un libro di una scrittrice che volevo affrontare da tempo. Si tratta di Donne che non perdonano della scrittrice svedese Camilla Läckerberg, pubblicato in Italia da Einaudi nella collana Stile libero (pagg. 144, euro 14,50).

Camilla Läckerberg, il cui nome completo è Jean Edith Camilla Lackerberg Erikson, è una prolifica scrittrice che ha ambientato la maggior parte dei suoi romanzi attorno al paese di Fjallbacka, dove vive con i suoi quattro figli, sulla costa occidentale della Svezia.

Scrittrice di gialli e non solo, con grande talento si è costruita una carriera che spazia dalla scrittura, alla comunicazione, alla composizione musicale, per arrivare recentemente con successo anche alla imprenditoria fondando insieme ad altre socie Invest in her, una compagnia di investimenti che ha come obiettivo quello sostenere lo sviluppo di prodotti e servizi in favore delle donne.

Donne che non perdonano è un libro che parla di donne. Sono tre storie che si intrecciano raccontate tutte da un narratore esterno con lucidità e un coinvolgente realismo.

Ingrid, faceva la giornalista ma ha abbandonato il suo lavoro per occuparsi della figlia e per fare la moglie.

Aveva infilato le foto dei suoi successi professionali in uno scatolone Ikea, lo aveva piazzato in fondo al ripostiglio e si era dedicata al ruolo di moglie che sostiene il marito.

 Il marito Tommy invece ha fatto carriera, è diventato direttore del principale tabloid del Paese. Agli occhi di tutti sono la famiglia perfetta, in realtà stanno per cadere in un baratro in quanto Ingrid scopre che il marito ha una relazione con una giovane giornalista molto affermata.

Viktoria è una giovane donna russa scappata dal suo Paese perché aveva frequentato per alcuni anni un famoso gangster della sua città. Scampata per miracolo a un attentato, decide di rifarsi una vita all’estero. Si iscrive a un sito in cui gli uomini svedesi cercano una compagna russa e trova Malte.

Lui le aveva mandato i soldi per l’aereo e due settimane dopo Viktoria era entrata per la prima volta nella casetta gialla di Sillbo.

 L’uomo l’accoglie inizialmente con gentilezza nella sua casa nella campagna svedese ma poi, col passare del tempo, mostra tutti i lati peggiori, animaleschi e volgari, che un uomo possa avere.

Brigitta è una brava insegnante che ama il suo lavoro. Ha già una certa età e si sta avvicinando alla pensione. È sposata con lo stesso uomo da tanti anni e ha due figli gemelli Max e Jesper che, ormai ventenni, vivono da soli.

L’unica cosa che desiderava era l’amore delle persone che amava.

 Le viene comunicato che ha una brutta malattia ma lei è reticente verso il medico che la vuole curare perché le zone coperte del suo corpo sono un livido solo, conseguenza dei continui maltrattamenti del marito che, con attenzione, la colpisce dove gli altri non la possono vedere.

Molto diverse tra loro sia per età, che per classe sociale vivono lo stesso dramma: la loro vita familiare è un incubo perchè tutte e tre sono preda di uomini violenti materialmente o psicologicamente. Sopportano tanto, come solo le donne sanno fare ma non sono vittime. Trovano il modo di  entrare in contatto e comunicare le loro tragedie e, senza piangersi addosso, arrivano a una soluzione; una soluzione forse non proprio moralmente accettabile ma assolutamente letterariamente catartica.

La violenza di vario tipo della vita familiare non è più subita ma con creatività vanno verso una nuova vita più accettabile se non proprio serena e assolutamente sostenuta da una forte solidarietà femminile.

Ho letto questo libro velocemente in poche ore in un pomeriggio di pioggia in una camera d’albergo in montagna. La storia proseguiva rapidamente sotto i miei occhi, capitolo dopo capitolo; ognuno dei quali porta il nome della donna a cui è dedicato. I nomi si alternano e la storia prosegue con ritmo veloce e chi legge a un certo punto non riesce più a staccarsi dalle parole scritte sulle pagine di carta. Questo avviene perché il coinvolgimento è totale. La prosa asciutta realistica e mai patetica ci fa sentire tutto di queste donne: la loro rabbia, il loro disgusto, la rassegnazione e la voglia di ribellarsi.

Donne che non perdonano è l’ultimo romanzo di Camilla Lackberg, una scrittrice che ha al suo attivo già più di dieci pubblicazioni e che ha venduto più di venti milioni di copie  in tutto il mondo. In questo libro si allontana dai suoi famosissimi personaggi già noti (Patrick Hedstörm, ispettore do polizia e Erika Falk, scrittrice) e propone qualcosa di nuovo, confermando nuovamente la sua grande capacità di scrittrice e il suo indiscusso talento.

Un talento riconoscibile sin dalla copertina infatti se si va in libreria, si prende in mano il libro di Camilla Lackerberg e si legge la breve sintesi che si trova sul retro, difficilmente si passa oltre senza comprare Donne che non perdonano. Poche parole per immergerci immediatamente nell’atmosfera del libro che possono essere l’adattissima conclusione di questa breve recensione:

è vero stava per uccidere un uomo, ma avrebbe anche liberato una donna. La somma algebrica delle sue azioni sarebbe uguale a zero. E poi un’altra persona avrebbe liberato lei.

 

 

 

 

 

 

 

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