Dal mio guscio ho letto “Il guscio” di Ian Mc Ewan

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Per leggere l’ultimo libro di Ian Mc Ewan Nel guscio” è necessario stipulare un incondizionato patto di fiducia con l’autore, e credere senza alcun dubbio alla voce che narra la storia.

“Dunque eccomi qui, a testa in giù in una donna”. Questo è l’incipit strano e coinvolgente del libro “Nel guscio”. Ben presto si capisce che chi parla è un feto che dalla sua postazione ascolta e registra tutto ciò che accade attorno. È informatissimo sull’attualità e parla con disinvoltura e in modo approfondito di questioni sociali, scienza, letteratura e poesia. Il feto è la parte in causa della gravidanza di Trudy, una giovane donna di bell’aspetto che vive a Londra. Lei si innamora di Claude, il fratello di suo marito John e padre del bimbo che sta per nascere; con Claude intreccia una relazione fisica. Dal punto di vista caratteriale i due uomini sono molto diversi: Claude è un agente immobiliare,  ricco, poco colto, “ottuso, insulso e banale”, John è un poeta che ama a tal punto la sua passione da comprare una piccola casa editrice per poeti emergenti dalla quale ricava ben pochi soldi.

Lo schema che Ian Mc Ewan propone è stato utilizzato più volte in letteratura e nel cinema. Una donna sposata si innamora del cognato e insieme decidono di uccidere il marito. Lo stesso schema è stato utilizzato anche da William Shakespeare nell’Amleto, opera a cui l’autore ha dichiarato apertamente di essersi ispirato. Nel libro “Nel guscio” l’ambientazione è spostata dalla Danimarca alla Londra contemporanea creando uno sfondo complesso, come complessa è la realtà di oggi, dove le azioni dei personaggi non sono sempre lucide o chiare ma spesso sono offuscate dall’alcool, dal sesso o dall’evasione poetica.

L’unico che rimane sempre razionale è il feto che narra, si informa, esprime il suo punto di vista e manifesta   sentimenti alterni verso una madre discutibile, odio verso il futuro zio e amore per la dolcezza del padre. Solo la sua entrata in scena sarà l’occasione per un finale moralmente accettabile.

Dopo aver fatto l’atto di fede di cui ho parlato all’inizio dell’articolo, chi legge rimane affascinato dalla abilità che Ian Mc Ewan ha di giocare con le parole e creare, in poche pagine, una storia noir avvincente dalla quale difficilmente ci si riesce a staccare se non alla fine.


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2 pensieri su “Dal mio guscio ho letto “Il guscio” di Ian Mc Ewan

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