BITGLOBAL

Pubblicato il Pubblicato in Blog, What I read

UN THRILLER NELL’ERA DEI BITCOIN

In un’Italia strettamente connessa con il resto del mondo, si sviluppa la trama di Bitglobal, l’ultimo libro di Pietro Caliceti, stimato avvocato in campo finanziario e societario. I protagonisti della storia sono tutti avvocati o operatori del settore finanziario che vivono a Milano, ma viaggiano con facilità in altre zone d’Europa per lavorare.

Tutta la trama della storia gira attorno a una Spac denominata Special one. Una Spac è una realtà oscura per chi non opera nel settore ma Pietro Caliceti, usando lo stratagemma del giovane di studio un po’ inesperto che chiede informazioni al collega più navigato, lo spiega ai suoi lettori. La Spac è una nuova forma di investimento molto utilizzata nel mondo anglosassone definita dall’autore a buon ragione una “scatola vuota”.

Ma la scatola vuota va riempita: una persona conosciuta e stimata nell’ambiente propone investimenti e quota la Spac in Borsa. Gli investitori si fidano della professionalità del gestore e iniziano a partecipare a questo gioco. La promessa è che nel giro di due o tre anni si troveranno aziende da comprare, da migliorare e, in quanto parte della Spac, aziende che finiranno per essere quotate in Borsa. Il risultato è senza dubbio un notevole guadagno per gli investitori perché l’azienda in questione, se venduta, in quanto quotata in Borsa, avrà acquisito un determinante valore aggiunto. Tutta questa operazione deve avvenire in un lasso di tempo fissato in anticipo e con il permesso di tutti i partecipanti alla Spac. Se ciò non avviene, si smonta e tutti i soldi raccolti vanno restituiti.

In un importante studio legale milanese, Ludovisi e soci, specializzato in questioni finanziarie, c’è agitazione per diversi motivi: la crisi ha abbassato in modo determinante il volume d’affari, la competitività tra i colleghi è spietata e non da ultimo è arrivato il momento di chiudere la Spac Special one su cui una parte dello studio lavora senza guadagnare da quasi due anni.

La Spac è affidata a Greg Giuliani, uno degli avvocati più di spicco dello studio legale. Formatosi tra l’Italia e la Gran Bretagna, ha sempre fatto con passione il suo lavoro, un lavoro che gli ha sempre permesso di condurre la sua vita nel lusso e poter godere della bellezza in tutti i suoi aspetti. Amante dell’arte, con piacere si prende dei momenti di pausa andando nei museo per ammirare opere di grandi artisti.

Cliente di Greg Giuliani è Leonardo Della Rovere, noto finanziere milanese e gestore della Spac. Della Rovere sta pressando per concludere l’affare perché il tempo sta per finire: hanno solo sei mesi di tempo poi si sarebbe dovuto smontare tutto.

per lui il lavoro era un hobby che coltivava con applicazione quasi feroce. Se Special one andava bene avrebbe guadagnato tantissimo, se andava male avrebbe perso tantissimo.

Si incontrano e discutono di Special One in lussuosi uffici del centro di Milano o durante pranzi in luoghi, come la Società del Giardino, frequentati solo dall’alta società milanese, delle oasi di tranquillità nel rumore della metropoli.

…era un po’ come uscire dal tempo e lasciarsi dietro la porta del caos e l’arroganza che ormai imperversavano a Milano.

Dopo aver studiato con grande attenzione il mercato alla ricerca di una possibile azienda da acquisire, si trovano di fronte BITGLOBAL, una società che si occupa di investimenti in bitcoin, la moneta virtuale che compie i suoi movimenti senza l’intermediazione di nessuna banca e senza la protezione di nessuna autorità.

Se la moneta deriva dalla legittimazione della sola comunità, non c’è bisogno di un’autorità esterna alla comunità, per dare o negare valore alla moneta.

 Greg Giuliani e Leonardo Della Rovere sono completamente all’oscuro di questa realtà ma hanno poco tempo, sono con l’acqua alla gola e decidono così di ascoltare i colleghi inglesi Jhon Dobson e Michael Galsworthy, giovani, belli, atletici, vestiti elegantemente e accompagnati da Julia Maxwell donna molto , non solo fisicamente ma anche nella voce.

Il libro è organizzato in capitoli brevi, tutti scadenzati da una data e dall’ora, come tanti spot che nella loro successione raccontano il crescere della storia come  una successione cinematografica. Ma il capitolo centrale del libro, quello in cui gli inglesi raccontano agli italiani che cosa è il bitcoin, è lunghissimo e sembra non finire mai. Partendo dalla preistoria i due manager inglesi si alternano a raccontare la storia del valore della moneta nelle varie società fino ad arrivare al bitcoin. Parlano anche di Satoshi Nakamoto, colui che inventò il sistema monetario di bitcoin alternativo a quello corrente che considerava fallimentare. Con le parole giuste, rese ancora più importanti da pause messe al punto giusto, arrivano fino al mondo attuale e spiegano utilizzando tanti esempi i vantaggi di bitcoin nel mondo contemporaneo come sistema di pagamento senza commissioni. Concludono affermando che poiché la richiesta di bitcoin cresce sempre più in fretta e la loro disposizione sul mercato rimane invariata, il loro valore non può che aumentare.

Ora non si riesce a immaginare le sue potenzialità. È come essere davanti a Internet nel 1995.

Della Rovere si lascia affascinare e accetta tutte le condizioni imposte dagli inglesi, nonostante i dubbi di Greg Giuliani. Iniziano delle trattative incalzanti, la trama coinvolge, il ritmo è sempre più serrato.

Si era fatto buio, avevano ordinato le pizze e avevano continuato, in mezzo a cartoni unti e avanzi di cibo, in un’aria sempre più pesante, carica di sudore, di chiuso, di sporco, entrambi ormai da tempo in maniche di camicia, con i polsini sporchi, arrotolati ai gomiti, le cravatte arrotolate in tasca. Alla fine avevano chiuso alle due del mattino su un range tra i 400 e i 500 milioni.

 La tensione è talmente forte che viene naturale chiedersi perché degli esseri umani arrivino a sopportare tanto stress. Chiarificatrici sono le parole di Della Rovere:

 Se non è per i soldi, perché lo fai? … Perché se l’hai fatto una volta, e un’altra non puoi fare altro che farlo ancora. Perché se non lo fai vuol dire che non sei più capace. E se non sei più capace vuol dire che sei finito…

 Tutto sembra andare per il verso giusto.  Della Rovere è convinto di aver fatto la cosa giusta. Ma succede qualcosa.

La scrittura di Pietro Caliceti conduce i lettori al colpo di scena finale con un ritmo veloce ma anche con un linguaggio ricco di tanti termini tecnici appartenenti al diritto societario o internazionale, termini che danno anche alle persone un’idea precisa su come funziona l’economia oggi. L’idea di fondo che la storia trasmette è che siamo tutti vittime inconsapevoli dei movimenti economici, movimenti che difficilmente comprendiamo e che questa condizione ci fa sentire disorientati ed estranei al mondo in cui viviamo.  

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *