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IL BACIO DELLA DEA MONTAGNA, l’ultimo libro di MARCO BOSONETTO

  • Marco Bosonetto ha scritto Il bacio della Dea motagna, un libro che, con leggerezza, offre tanti spunti per pensare.
  • Protagonista de Il bacio della Dea Montagna è Luca Rollin una persona che, con impegno, è riuscito ad arrivare dove sperava. È uno scrittore autodidatta che viene da un mondo lavorativo diverso, quello bancario.  Per anni infatti è stato dipendente alla Fondazione della Cassa di Risparmio prima di dedicarsi alla sua passione: la scrittura. Dopo tanto esercizio e dedizione, finalmente ha raggiunto il successo.  Del suo ultimo libro tutti parlano e ne sono state vendute ben 120 000 copie. Per questo motivo è osannato da tutti e ricercato dai conduttori di programmi televisivi e dalle emittenti radio.
  • All’apparenza è un uomo molto fortunato perché non solo è uno scrittore famoso ma ha anche una bella famiglia. La moglie Elisa è molto legata a lui, anche se in passato hanno avuto quei  problemi che quasi tutte le coppie devono affrontare. Il figlio Francesco sta vivendo la difficile età adolescenziale, sta crescendo, è arrabiato con tutti e maldestramente si sta staccando dai genitori per trovare il suo posto nel mondo. Nella famiglia Rollin si alternano momenti di complicità (rari) a momenti di conflitto e incomprensioni.
  • Un mantello di indifferenza e disprezzo verso il mondo degli adulti che è caduto addosso al figlio un paio di anni fa, l’estate tra la seconda e la terza media.
  • Dopo tanto lavoro Luca Rollin si prende un periodo di vacanza e porta la sua famiglia in montagna, nel piccolo paesino di Montaz, una piccola frazione del comune di Val Tournanche ai piedi del Monte Cervino in Valle d’Aosta.
  • È un luogo a lui conosciuto e familiare perché da tanti anni trascorre le vacanze in quel luogo.
  • Diversi sono oggi gli scrittori che ambientano i loro libri in montagna; quella di Marco Bosonetto ne Il bacio della dea montagna, non è un luogo idilliaco, incontaminato e lontano dalla civiltà, piuttosto è un luogo estremamente sociale e turistico. Una montagna fatta di passeggiate da fare anche se non si è allenati o appassionati, una montagna fatta di aperitivi, di conoscenze casuali e di amicizie ritrovate.
  • Psicologicamente Luca è fragile, cade spesso in preda ad attacchi di panico e soprattutto soffre acrofobia, quella paura incontrollata di cadere nel vuoto. Ma ciò che lo disturba veramente nel profondo fino a fargli perdere la calma e diventare un’ossessione, è scoprire che qualcuno ha affermato di aver letto il suo libro e poi in effetti ne ha letto solo una parte.
  • Molti sono i colpevoli di questo reato dalla moglie Elisa alla editor famosa della casa editrice che lo pubblica.
  • Luca è un uomo di successo, la fama lo rende di buon umore; tutto ciò gli procura una sensazione piacevole ma allo stesso tempo si vergogna dei sentimenti che prova.
  • Tutti per strada lo riconoscono e i politici che incontra lo avvicinano  e cercano di  portarlo dalla loro parte pronunciando sempre la stessa frase.
  • …lei esprime valori molto nostri…
  • Grazie al suo libro molto venduto un quotidiano nazionale gli affida un incarico per lui insolito: scrivere un articolo su un brutto incidente accaduto in alta montagna dove hanno perso la vita alcune persone tra cui una  violinista  molto famosa e molto bella. Luca è combattuto ha paura di non essere altezza della situazione ma soprattutto ha paura del viaggio in elicottero che non potrà non prendere per raggiungere il luogo dell’incidente.
  • Comunque accetta, è terrorizzato ma accetta. Va sulla cima maledetta, incontra il mito dell’alpinismo Dario Bosatti e scrive l’articolo intitolandolo L’ultimo bacio della dea montagna.
  • Il alta montagna, davanti alla tragedia, si emoziona, si commuove e scrive un pezzo molto coinvolgente ma commette un errore: confonde il segno visibile sul collo della famosa musicista, un callo che hanno tutti i violinisti perché è proprio il punto in cui costantemente appoggiano il violino, con un bacio, immaginando che potesse essere un bacio che probabilmente la musicista aveva ricevuto la sera prima.
  • Sarà il suo caro amico di infanzia Manuele Semprecari, architetto, falegname e gestore di una di quelle botteghe di montagna che vendono oggetti di legno, a rilevargli il suo errore.
  • Luca Rollin si trova in una condizione in cui non avrebbe voluto mai essere: il successo lo ha reso un uomo ricercato ma  lo ha anche portato a trovarsi in una situazione spiacevole.

Ma se uno ha successo non conta l’inesattezza, non conta l’errore, l’importante è il risultato,  è importante che le persone  riconoscano  la tua bravura. Non si nasce famoso, sono gli altri che te lo devono dire.

  • La risonanza del suo articolo è talmente positiva che la sua agente non gli permette neppure di rettificare:
  • Lei, con la sua sensibilità da grande narratore, ha saputo andare oltre la mera verità fattuale e indicare una verità ulteriore, più importante. Ne abbiamo così bisogno…
  • Marco Bosonetto prosegue a raccontare la vacanza in montagna della famiglia Rollin con tutti gli imprevisti che devono affrontare….
  • Vari sono i temi trattati dall’autore: il rapporto padre-figlio adolescente, il rapporto moglie-marito, il rapporto scrittore-lettore, la sofferenza che provoca un’attività così coinvolgente come la scrittura, la convivenza col successo e con la fama. Tutti temi trattati con quella leggerezza che Italo Calvino non definiva superficialità ma il planare sulle cose dall’alto senza avere macigni sul cuore.
  • Leggendo Il bacio della Dea Montagna si ride e allo stesso tempo ci si ferma a riflettere in modo serio perché gli spunti sono veramente tanti.

E sempre leggendo la mente ci porta ad un autore americano, un autore che più volte Marco Bosonetto ha indicato come  suo punto di riferimento: Kurt Vonnegut, scrittore  del secolo scorso che ha fatto della leggerezza e della versatilità uno dei punti fermi della sua produzione letteraria.

Trovo che una delle più belle frasi dell’autore americano sia la conclusone perfetta per questa breve recensione.

La risata e le lacrime sono entrambe risposte alla frustrazione e all’esaurimento. Io stesso preferisco ridere tanto c’è meno da pulire dopo.

 

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